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HERBOL - SYMBIOTECR
La pittura di oggi per le facciate di domani
La pittura per esterni di HERBOL SYMBIOTECR
segna l’inizio di una tecnologia completamente innovativa. Per la prima volta, HERBOL ha sviluppato un’idropittura a
base di un nano legante COL.9R
studiato da BASF, che integra in modo uniforme delle particelle inorganiche nanometriche in particelle di polimeri. Questa simbiosi che combina i vantaggi delle pitture organiche (elastiche) e quelli delle pitture minerali (durezza e permeabilità al vapore acqueo) permette di ottenere delle caratteristiche di prodotto ineguagliabili. HERBOL SYMBIOTECR
si presenta come una vera innovazione del mercato, che combina proprietà autopulenti ad un’elevata resistenza allo sfarinamento, oltre ad un’ottima stabilità dei colori nel tempo.
I principi della fotocatalisi.
ECO PITTURA:
ECO RIVESTIMENTI:
I principi della fotocatalisi.
La fotocatalisi è il naturale fenomeno di accelerazione della velocità di una fotoreazione in presenza di una sostanza, detta fotocatalizzatore, in grado di diminuire l'energia di attivazione della reazione stessa. Un sistema fotocatalitico etereogeneo è costituito da particelle di fotocatalizzatore, tipicamente biossido di titanio, a contatto con il mezzo della reazione gassosa, l'atmosfera: l'esposizione del fotocatalizzatore alla luce genera degli stati eccitati capaci di innescare una catena di reazioni di ossidazione.
Il biossido di titanio, applicato alle superfici a contatto con l'aria e opportunamente esposte alla luce, favorisce l'attivazione di reazioni di ossidazione tali da portare alla decomposizione degli inquinanti, organici e inorganici, e alla loro trasformazione in elementi non nocivi.
Gli effetti sensibili connessi alle reazioni di fotocatalisi non riguardano unicamente le reazioni di ossidazione delle sostanze inquinanti (PM10), ma anche l'azione autopulente legata all'ossidazione di grassi e di polveri sporcanti (il cosidetto inquinamento diffuso) , effetto per il quale il biossido di titanio è storicamente impiegato come additivo in pitture e intonaci.
Inoltre, le reazioni di fotocatalisi favoriscono l'ossidazione di muffe e di batteri, attibuendo alle superfici fotocatalitiche una valenza antibatterica, caratteristica per la quale materiali fotocatalitici sono attualmente adottati all'interno di ospedali e di sale operatorie.
Il biossido di titanio si presenta come una polvere molto sottile applicata alle superfici per mezzo di un supporto che, per le applicazioni civili, è generalmente costituito da calcestruzzo, il substrato cementizio rappresenta non solo il supporto per l'applicazione del fotocatalizzatore, ma un elemento attico delle reazioni di riduzione delle sostanze inquinanti a inerti in relazione alla sua natura alcalina. La combinazione di cemento e biossido di titanio crea un effetto sinergico di massimizzazione della resa antiquinante della superficie fotocatalitica.
I composti inquinanti interessati dalle reazioni di fotocatalisi sono principalmente monossido di azoto, gas inquinanti responsabili della formazione dello SMOG fotochimico, oltre che biossido di zolfo e monossido di carbonio. La degradazione degli inquinanti in composti non nocivi avviene nelle modalità schematicamente illustrate e descritte a seguire.
Il biossido di azotoNO2 a contatto con il fotocatalizzatore e in presenza di luce e aria, viene ossidato in nitriti e nitrati, le cui quantità sono tali da non costituire ulteriore elemento critico per le acque dilavate. Il biossido di zolfo SO2 viene ossidato ad acido solforico e immediatamente assorbito dal substrato alcalino a formare solfato di calco, composto debolmente solubile in acqua e assolutamente innocuo.
L'ossidazione del monossido di carbonio porta alla formazione di biossido di carbonio, sostanza essenzialmente inerte.
Attualmente è in fase di valutazione l'esistenza di un possibile effetto dei materiali cementizi fotocatalitici sulle concentrazioni di particolato: le particelle che costituiscono il particolato possono essere attratte sulla superficie fotocatalitica a causa della presenza di cariche libere e, una volta a contatto con la superficie, possono reagire, per la parte organica, con radicali liberi e con molecole di acqua e ossigeno, degradandosi a sostanze organiche ossigenate solubili in acqua.
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